L’idea di base

Le misure tradizionali di povertà valutano la situazione economica attuale. Esse confrontano il reddito o i consumi osservati con una soglia minima di sussistenza (povertà assoluta) oppure con lo standard medio della società (povertà relativa).

La povertà intertemporale introduce una dimensione aggiuntiva: il tempo.

La domanda non è soltanto “Le risorse disponibili oggi sono sufficienti?”

ma anche “Le risorse disponibili oggi consentono di mantenere un livello di vita adeguato nel corso dell’intero ciclo di vita?”

In particolare, l’approccio considera il problema della sostenibilità economica durante il pensionamento.

Il collegamento con il reddito di Hicks

L’approccio si ispira alla definizione di reddito proposta da John Hicks.

Secondo Hicks, il reddito corrisponde al massimo ammontare che può essere consumato durante un periodo mantenendo invariata la capacità di consumo futura.

In presenza di un gap pensionistico, una quota del reddito corrente non può essere considerata interamente disponibile per il consumo perché deve essere destinata al risparmio previdenziale.

Definiamo quindi:

Reddito sostenibile = Reddito netto − Risparmio previdenziale minimo necessario

Questa misura rappresenta il reddito effettivamente disponibile per il consumo compatibile con il mantenimento del benessere economico futuro.

Come si calcola il risparmio previdenziale minimo

La procedura si articola in quattro passaggi.

1. Stima del reddito pensionistico atteso

Si parte dal reddito corrente e si stima il reddito da lavoro atteso al pensionamento.

Successivamente si applica il tasso di sostituzione pensionistico previsto.

Pensione attesa = Tasso di sostituzione × Reddito finale

2. Definizione dell’obiettivo pensionistico

Occorre definire quale livello di reddito sia considerato adeguato durante il pensionamento.

Qui emergono tre possibili concetti di povertà intertemporale.

a. Povertà assoluta intertemporale

Domanda: “Avrò risorse sufficienti per soddisfare i bisogni essenziali durante la pensione?”

La soglia di riferimento è una soglia minima di consumo futuro.

Condizione: Pensione attesa + Rendita privata ≥ Soglia minima futura

Se la disuguaglianza non è soddisfatta si manifesta povertà assoluta intertemporale.

b. Povertà relativa intertemporale

Domanda: “Avrò risorse sufficienti per non scendere sotto lo standard economico medio della società futura?”

La soglia di riferimento è collegata al reddito mediano della popolazione futura.

Condizione: Pensione attesa + Rendita privata ≥ Soglia relativa futura

Se la disuguaglianza non è soddisfatta si manifesta povertà relativa intertemporale.

c. Povertà individuale intertemporale

Domanda: “Riuscirò a mantenere un tenore di vita coerente con quello costruito durante la vita lavorativa?”

La soglia di riferimento è una percentuale del reddito finale da lavoro, se, ad esempio, Target = 75% × Reddito finale

Condizione: Pensione attesa + Rendita privata ≥ 75% × Reddito finale

Se la disuguaglianza non è soddisfatta si manifesta povertà individuale intertemporale.

Questa misura non confronta l’individuo con gli altri, ma con il proprio livello di vita atteso.

Dal gap pensionistico al capitale necessario

Una volta identificato il target pensionistico si calcola il gap annuo:

Gap = Target − Pensione attesa

Successivamente si determina il capitale necessario al pensionamento per finanziare tale gap.

Il capitale dipende da:

  • durata attesa della pensione;
  • rendimento reale del patrimonio durante il pensionamento.

Dal capitale necessario al risparmio minimo

Il capitale necessario viene poi tradotto nel risparmio annuale richiesto durante la vita lavorativa.

Il risultato dipende da:

  • anni mancanti al pensionamento;
  • rendimento reale degli investimenti;
  • longevità attesa.

Otteniamo così il risparmio previdenziale minimo necessario.

Esempio: lavoratore medio e calcolo della povertà individuale intertemporale

Consideriamo:

  • età: 30 anni;
  • reddito lordo: 30.000 euro;
  • reddito netto: circa 23.000 euro;
  • crescita reale del reddito: 1% annuo;
  • tasso di sostituzione pensionistico: 59%;
  • obiettivo pensionistico: 75% del reddito finale.

Applicando la metodologia si ottiene:

  • pensione pubblica attesa: circa 24.800 euro annui;
  • obiettivo pensionistico: circa 31.600 euro annui;
  • gap pensionistico: circa 6.700 euro annui;
  • capitale necessario: circa 132.000 euro;
  • risparmio richiesto: circa 2.300 euro annui.

Questo equivale a circa 190 euro al mese. Il reddito sostenibile diventa quindi 23.000 − 2.300 = 20.700 euro annui ovvero circa 1.725 euro al mese.

Esempio: lavoratore vicino alla soglia minima e calcolo povertà assoluta intertemporale

Consideriamo una persona con:

  • reddito netto: 1.150 euro al mese;
  • pensione pubblica attesa: circa 11.450 euro annui;
  • soglia minima futura: circa 16.900 euro annui.

In questo caso il gap pensionistico è pari a circa 5.450 euro annui.

Assumendo:

  • pensionamento a 64 anni;
  • aspettativa di vita di 92 anni;
  • rendimento reale di accumulo del 2%;
  • rendimento reale di decumulo dell’1%;

si ottiene un risparmio necessario pari a circa:

230 euro al mese.

Il reddito sostenibile diventa quindi:

1.150 − 230 = 920 euro al mese.

La persona appare oggi appena sopra una soglia minima di povertà, ma risulta già vulnerabile dal punto di vista intertemporale.

Sintesi

La povertà intertemporale amplia il concetto tradizionale di povertà introducendo la dimensione temporale.

L’idea centrale è che una parte del reddito corrente deve essere destinata alla sostenibilità economica futura.

Di conseguenza, il benessere economico non dipende soltanto dal reddito osservato oggi, ma anche dalla capacità di accumulare le risorse necessarie per mantenere nel tempo un livello di vita adeguato.