ponzi

3 minuti di lettura per le scuole superiori

Le cronache riportano periodicamente casi di persone che promettono guadagni elevati e apparentemente sicuri. In queste situazioni si sente spesso parlare di schema Ponzi.

Ma come funziona davvero?

Immaginiamo che una persona convinca dieci amici a investire 1.000 euro ciascuno, promettendo un rendimento del 20% dopo pochi mesi.

Raccoglie così 10.000 euro, vale a dire 10 persone “investono” 1.000 euro a testa.

Dopo qualche tempo, restituisce ai primi investitori 1.200 euro (vale a dire la somma inizialmente investita più il 20% della stessa). Chi riceve il denaro pensa che l’investimento abbia funzionato e racconta la propria esperienza positiva ad amici e parenti, convincendo altre persone a partecipare.

Il punto fondamentale è che quei guadagni non derivano da un vero investimento, ma dal denaro versato dai nuovi partecipanti.

Finché continuano ad arrivare nuovi investitori, il sistema può sembrare perfettamente funzionante.

Quando però i nuovi versamenti diminuiscono, il denaro non è più sufficiente per pagare tutti e lo schema inevitabilmente crolla. Se, nella situazione iniziale, la raccolta di 10.000 euro non avesse avuto seguito, il truffatore non avrebbe potuto restituire 12.000 ai dieci investitori iniziali.

Per questo motivo uno schema Ponzi non crea nuova ricchezza. Si limita a trasferire il denaro dei nuovi investitori ai partecipanti precedenti, dando l’illusione che esista un investimento molto redditizio.

Come possiamo riconoscere una situazione potenzialmente pericolosa?

Esistono alcuni segnali che dovrebbero sempre far riflettere:

  • vengono promessi rendimenti molto elevati e apparentemente privi di rischio;
  • non è chiaro da dove provengano realmente i guadagni;
  • chi propone l’investimento insiste nel convincere altre persone a partecipare;
  • i primi investitori ricevono davvero il denaro promesso, aumentando la fiducia degli altri;
  • manca una reale attività economica capace di produrre i rendimenti dichiarati.

È importante distinguere uno schema Ponzi da un normale investimento.

Un’azione può perdere valore.

Un fondo può attraversare un periodo difficile.

Una nuova impresa può fallire.

Questi sono rischi normali dei mercati finanziari.

In uno schema Ponzi, invece, il problema è diverso: i rendimenti non vengono prodotti dall’investimento, ma dal denaro versato dai nuovi partecipanti.

Per questo motivo, davanti a qualsiasi proposta di investimento, è utile porsi due semplici domande:

Da dove arrivano realmente i guadagni promessi?

Quale attività economica sta creando quel valore?

Se la risposta non è chiara, comprensibile e verificabile, è sempre opportuno essere prudenti.

L’educazione finanziaria non serve soltanto a scegliere buoni investimenti. Serve soprattutto a riconoscere quelli che sembrano troppo belli per essere veri.

Una domanda per riflettere

Se un tuo amico ti proponesse un investimento che promette un rendimento del 20% in pochi mesi senza alcun rischio, quali domande gli faresti prima di decidere se investire?

1 minuto di lettura per le scuole medie inferiori

A volte si sente parlare di persone che promettono guadagni facili e molto elevati.

Alcune di queste situazioni possono nascondere uno schema Ponzi.

Immagina che una persona raccolga soldi da molte persone promettendo un grande guadagno.

All’inizio paga davvero i primi partecipanti, ma non perché abbia fatto un buon investimento. Usa semplicemente il denaro versato da chi arriva dopo.

Ad esempio: 10 studenti e studentesse di una classe danno 1 euro a testa a un truffatore che promette di restituirne 2 dopo un mese. Il truffatore, quindi, incassa subito 10 euro e promette di pagarne 20 dopo un mese.

Se dopo un mese il truffatore riesce a ripetere lo schema con altre 20 persone e raccoglie altri 20 euro, può restituire 20 euro ai primi 10 (usando i 10 euro incassati subito e metà dei nuovi incassi), che possono pensare che il truffatore abbia abilità ignote di moltiplicare il denaro.

Finché continuano ad arrivare nuovi soldi, tutto sembra funzionare.

Quando però le nuove persone diminuiscono, il denaro non basta più e il sistema crolla. Se dopo un mese nessuno fornisce più soldi al truffatore, questo può al massimo restituire 10 euro a ragazze e ragazzi del primo gruppo, infrangendo le promesse.

Per questo motivo uno schema Ponzi non crea nuova ricchezza. Sposta soltanto il denaro da alcune persone ad altre.

Per difendersi basta ricordare una regola molto semplice.

Quando qualcuno promette guadagni facili e sicuri, chiediti sempre:

Da dove arrivano davvero quei soldi?

Se nessuno è in grado di spiegarlo in modo semplice e convincente, è meglio essere prudenti.

Una domanda per riflettere

Se qualcuno ti promettesse di raddoppiare rapidamente i tuoi risparmi, quale sarebbe la prima domanda che gli faresti?

La regola da ricordare

Ogni investimento deve creare valore attraverso una reale attività economica. Se non è chiaro da dove provengono i guadagni promessi, la prudenza è sempre la scelta migliore.